18 settembre 2019

JOLANDA

Ieri era il gjorno della scomparsa di mia nonna Jolanda. Le ho sempre voluto bene e ancora adesso gliene voglio tanto. Ho giocato tanto con lei (anche a carte, per la precisione a rubamazzetto), ho riso e scherzato tanto con lei (mitico lo scherzo di piazza San Marco a Venezia che sarebbe diventata una grande discoteca, lo architettammo io e mia sorella), ho litigato parecchio (principalmente perchè a carte volevamo vincere entrambi), l'ho amata tanto come un bravo nipote ama sempre i propri nonni. Non c'è più da parecchi anni e mi manca. La sua è solo un'assenza fisica perchè nel mio cuore c'è sempre. Ogni settimana, sempre, vado al cimitero e le parlo qualche minuto, la prego, le racconto cosa accade e so che lei mi ascolta, se può interviene. Credo di essere stato un bravo nipote. Ricordo quando guardava alla televisione i programmi di Mike Bongiorno, diceva che lui ti insegnava molto, che imparavi molto dalle sue trasmissioni. Forse aveva anche ragione se penso a come siamo finiti oggi con la televisione. Sinceramente, rimpiango TeleMike. Leggeva Stop, un settimanale di gossip e poi mi raccontava. Leggeva con la lente perchè faceva fatica a leggere. Ricordo i suoi occhi azzurri e le sue stampelle. Mi manchi tanto, nonna!

16 settembre 2019

WALTER

Ieri sul giornale ho letto degli arresti avvenuti a Torino e in altre città riguardanti il tifo organizzato e in particolare i ricatti che esponenti di alcuni gruppi della curva bianconera avrebbero rivolto alla società Juventus. Sempre ieri leggo che la curva nord dell'Inter è in subbuglio per via di una presenta 'faida' tra capi curva, con il ritorno in curva di un capo storico, che è stato tra i fondatori dei Boys San. Ovviamente mi attengo a quanto leggo sui giornali e attenderò di leggere gli sviluppi. Credo che dopo i fatti di Natale comunque in curva dell'Inter qualcosa sia cambiato e le teste che contano siano cambiate per via di una riorganizzazione forzata. Tutto questo, in senso buono, mi ha fatto ricordare di quando andavo a San Siro e di un certo Walter, dipendente di mio papà, che è stato lui il primo e vero fondatore del gruppo Boys Le Furie Neroazzurre, tutti gli altri sono venuti dopo e a lui devono molto. Walter non c'è più, è scomparso, ma il suo ricordo per me che l'ho conosciuto bene è indelebile. Era una persona folle, simpatica e amichevole. Parlavamo sempre di Inter e lui mi raccontava di quando aveva fatto i primo striscione con i soldi di sua madre. Quando è andato in pensione, credo si sia riavvicinato all'Inter e alla tifoseria, in modo molto soft. Su Facebook, nella sua pagina personale, ci sono fotografie che lo ritraggono con i colori della beneamata. Ciao Walter(un), il mio pensiero oggi va' a te. 

11 settembre 2019

MORGAN

Ci sono artisti che lo sono apparentemente, in realtà conta il denaro e l'arte è solo un mezzo per procurarsi denaro e ricchezze. Ci sono, poi, veri artisti che fanno dell'arte una ragione di vita, ciò non vuol dire che il denaro non conti ma conta quanto l'arte, lo studio, la ricerca, l'evoluzione culturale, la conoscenza, che poi trasferiscono nelle proprie opere. Così è per pittori, scultori, registi, cantanti, poeti e scrittori. Morgan fa parte della seconda categoria, cioè quella dei veri artisti, la categoria pura dell'arte, persone per le quali l'arte è un imprescindibile pilastro di vita. Senza l'arte potrebbero anche avere i soldi, ma sarebbero persone 'morte' (figurativamente parlando). Morgan ha commesso degli errori nella propria vita, aspetto che credo lui stesso abbia ammesso pubblicamente e di cui non abbiamo il diritto nè di giudicare nè di colpevolizzare, dato che tutti noi commettiamo errori. Morgan paga oggi i suoi errori, credo che questo sia sufficiente perchè nessuno gli dia addosso ulteriormente. La ricchezza fa invidia, lui è una persona che evidentemente ha guadagnato ricchezza e oggi la sua situazione, a molti, può anche provocare gioia, cioè il vederlo in questo stato di difficoltà. Credo che Morgan, oggi, abbia bisogno delle sue sicurezze, come noi tutti ne abbiamo bisogno quando perdiamo le stabilità. Lui, oggi, avrebbe bisogno della sua arte di cui si circondava e con cui viveva. Avrebbe bisogno di tornare al lavoro perchè il lavoro occorre a tutti e lui lo ha ripetuto pubblicamente che non può permettersi di rifiutare lavori ma deve essere anche chiamato a svolgerli. Sicuramente la vicenda di Morgan fa riflettere su alcuni aspetti, sia morali che tecnici. La normativa sul pignoramento e le conseguenze che può provocare sarebbe, a mio giudizio, un tema su cui riflettere attentamente perchè lo Stato, comunque sia il fatto, non può permettere che una persona finisca a dormire in strada o ospite o in un qualsiasi altro posto provvisorio. Un livello di sicurezza e garanzia deve essere offerto, è diritto di tutti indipendentemente dagli errori commessi. Altro tema che personalmente mi da fastidio ma su cui, credo, non si può fare nulla è la mediaticità alle disgrazie altrui. In parte è cercata questa mediaticità, non credo sia il caso di Morgan, e in parte sono gli stessi media che vivono di questo, dato che fa molto presa sulle persone.

10 settembre 2019

RICCANZA

Abito in un paese dove c'è un quartiere con case di lusso, appartamenti molto belli dove vivono famiglie tendenzialmente con alto reddito. Hanno il verde, la piscina e lo sporting, la sorveglianza privata, le feste estive. Una parte di queste famiglie è composta da persone perbene, persone che, nonostante la ricchezza, sono persone con i piedi per terra e dove non conta apparire quanto essere, non conta la professione che svolgi o la scala sociale a cui appartieni. Ci sono poi, purtroppo, famiglie composte da persone che non si ricordano assolutamente da dove vengono o che, nate povere e modeste, si sono arricchite nel tempo, in modo onesto o in modo disonesto. Sono persone che ti squadrano dalla testa ai piedi, che guardano che macchina hai, che devono avere i capi firmati e, prima di parlarti, la prima domanda che ti rivolgono è che professione svolgi. Se poi non è di loro gradimento, storcono il naso e ti trattano da pezzente oppure non ti considerano minimamente. Sono persone che vivono per apparire, che ci tengono a far sapere cosa fanno o chi sono. Sono persone che, tendenzialmente, tendono a creare il loro club di conoscenze e parlano esclusivamente con persone del loro livello lavorativo e sociale. Fa nulla che non hanno il diploma o che non hanno una laurea, fa nulla che hanno una cultura generale, diciamo da uomo della strada, l'importante che loro contano nella vita, che decidono nel lavoro, che hanno una bella casa e fanno vacanze spettacolari. Quando penso a queste persone, mi viene sempre in mente la canzone di Frankie Hi-nrg che si intitola 'Quelli che ben pensano'. E' azzeccatissima per queste persone, è il loro manifesto e il loro specchio. Per situazioni obbligate mi è capitato, purtroppo, di doverle frequentare, ogni volta storcevo il naso e probabilmente si intuiva. Ogni volta avevo ribrezzo ad ascoltare certi discorsi che facevano, a vedere certi atteggiamenti superiori. C'è un tizio, ad esempio, che vive alla grande, insieme alla sua famiglia, grazie al merito del padre che si è arricchito quando lavorava, il tizio no n sarà mai al pari del padre ma, contando sulla fortuna che il padre ha accumulato, ne gode di conseguenza. Viene da un paese che negli anni '60 e '70 è stato meta di grande immigrazione del sud, da grande si è trasferito nel mio paese e ora, non ricordandosi più da dove viene, parla schifato della sicurezza che manca, dell'offerta scolastica che non è all'altezza e così via. Che dire?! Io personalmente non ho neanche sentimenti per questo tizio, cioè, non lo considero minimamente in quanto per me è al di sotto del livello di considerazione. Se poi dovessi definirlo, per me è un miserabile, un poverino. E' quella persona che un giorno mi disse che lui usa la macchina aziendale perchè i costi li paga la sua azienda e quindi le vacanze le fa in macchina proprio per questo motivo. Se dovesse comprare dei biglietti aerei per le vacanze, gli scoccerebbe parecchio perchè dovrebbe pagarli di tasca propria. Non ho altro da aggiungere a riguardo.

9 settembre 2019

PENTASCAPPATI

Oggi è il grande giorno del giuramento del nuovo governo del cambiamento. Siamo passati dal verde al rosso ma la sostanza non cambia, anzi. Siamo solo più europeisti, più favorevoli all'immigrazione e sempre più in braghe di tela. Mi fa sorridere amaramente vedere le facce contente di politici che fino a ieri si odiavano, almeno così volevano far sembrare, e oggi si amano camminando a braccetto. Ma i pentacazzari sono la nuova Dc? I pentascappati di casa non hanno alcuna identità, si sono piazzati in centro e da questa posizione pensano di dirigere l'orchestra, andando un po' a destra e un po' a sinistra. La loro democrazia, appunto, inizia con la piattaforma Rosseau, un'alchimia di poteri forti, società privata e interessi di pochi. Ovviamente, buona parte degli italidioti ci crede ciecamente a questa ventata di trasparenza, libertà e democrazia. Tutti parlano, giustamente, di un suicidio politico di Salvini. Io credo che lui si sia assunto parecchie responsabilità e rischi in questo momento, credeva infatti di poter andare ad elezioni. Ma se questo nuovo governo dovesse fallire? In un colpo solo Salvini avrebbe eliminato due concorrenti e avrebbe la strada libera pe un bel voto bulgaro. Vedremo. Sabato intanto sono andato a correre al parco di Trenno, era da tantissimo che non ci andavo. E' stato bello ma sicuramente ho forzato sin da subito e questo causa stanchezza. Andare al parco di Trenno è anche relativamente facile, il problema si pone quando hai finito di correre e sei sudato, devi portarti necessariamente un cambio. Al pomeriggio, invece, sono andato alla messa nella chiesa dove andavo a Milano quando abitavo. E' stata una bella sensazione che mi ha fatto tornare ai tempi in cui ero piccolo. Oggi intanto è ricominciata la settimana, abbastanza veloce come al solito.

4 settembre 2019

PD

Il Pd, questa massa informe e dal colore rosso ormai sbiadito. Inquadrare il Pd è impossibile, loro stessi, secondo me, non sanno neppure chi siano veramente e cosa vogliano fare del paese. Al di la del fatto che la politica è ormai scollata dalla società civile e che l'unico fine che hanno i politici è perseguire i propri interessi professionali, di carriera e di lobby, devo dire che il Pd è imbarazzante nei comportamenti, nel modo di agire e nella propria organizzazione interna. Tutti i partiti sono così, per carità, ma il Pd è da anni veramente 'paraculo'. Mai con i 5stelle e oggi sono a braccetto con gli scappati di casa, si pronano a 90° con i 5stelle pur di salire al governo e rimettere al potere i soliti nomi che abbiamo già mal digerito nel passato e che non hanno combinato nulla, hanno un capo politico che non conta nulla ma chi decide è Renzi, che da buon furbetto approfitterà sicuramente un domani di questa bellissima alleanza, non hanno un punto che vale un punto nel loro programma, sono la terza forza politica e pretendono di governare. Comincino a ottenere il consenso degli elettori e poi ne parliamo, invece scappano dalle elezioni come scappano dalle elezioni i pentastellati. Grillo che incoraggia il Pd a cambiare l'Italia insieme quando fino a ieri lo considerava un partito della prima repubblica, Di Maio che dovrebbe andare all'università e studiare seriamente perchè fa ridere quando parla, sembra che legga un libro stampato ma pieno di errori grammaticali. Non sa nemmeno lui cosa stia dicendo. Veramente, un paese è un'azienda, non si può far amministrare l'azienda Italia a personaggi che non sanno nulla e non vogliono imparare. Abbiamo toccato il fondo della mediocrità.

3 settembre 2019

CLAUDIO CALIGARI

Merita parlare di persone che hanno dato tanto, magari inconsapevolmente, alla cultura italiana, alla società civile, alle arti visive e alla narrazione di immagini. Parlo di Claudio Caligari, regista di film che ci ha lasciato troppo presto, perchè sono sicuro che avrebbe ancora dato tanto agli appassionati di film, sono sicuro che ci avrebbe ancora raccontato storie sorprendenti, non necessariamente uguali ad Amore Tossico o a Non Essere Cattivo ma comunque storie vere, coinvolgenti, di cuore, in presa diretta. Claudio ha proprio messo dentro nelle sue opere dei volumi di cuore e testa, i suoi tre film li ha fatti proprio bene, tant'è che ancora oggi, a distanza di anni dalla sua morte, ne parliamo con emozione e ne parliamo molto bene. Non perchè lui ci ha lasciati e quindi l'omaggio diventa doveroso ma perchè i film sono davvero belli. Come tutti i film belli ed indipendenti, sono ovviamente scappati al grande pubblico e al mainstream. Meno male, sono perle rare, opere di nicchia che non necessariamente devono essere condivise con il grande pubblico. Perchè un'opera per essere bella deve essere necessariamente acclamata dal grande pubblico? Valerio Mastrandea, attore ed amico di Claudio, ce lo ricorda proprio in questi giorni a Venezia dove viene presentato un suo documentario in cui racconta appunto la vita di Claudio. Il titolo credo sia azzeccato per la personalità immensa e complessa del regista: Se C'è Un Aldilà Sono Fottuto. Caligari ha sempre fatto fatica ad emergere al grande pubblico perchè è stato un regista sempre non allineato, non addomesticato, ciò significa difficoltà a traovare fondi, sovvenzioni, ecc. Ha fatto 'solo' tre film, tantissime opere sono rimaste nel cassetto forse perchè lui stesso non era convinto o forse perchè non è riuscito a condividerle. E' stato un regista con le palle, solido, mai scontato e banale, d'attacco, per questo la sua produzione è stata relativamente poca ma altrettanto pesante nei contenuti. Ha sempre scelto tematiche difficili e particolari, ha sempre scelto attori non scontati. Diversi. Come lui, d'altronde.

2 settembre 2019

MARCO PESARESI

Avevo intenzione, ancora, di scrivere di politica ma ho desistito perchè il lunedì è già una giornata seria ed impegnativa, non volevo ulteriormente appensantirmi l'animo. Per cui ho deciso di scrivere di un argomento molto più affascinante e che mi sta a cuore particolarmente: Marco Pesaresi. Per chi non bazzica il mondo della fotografia, lui è stato un fotografo maiuscolo, un'icona, una vera e propria rockstar della fotografia. Oggi sarebbe il più bravo perchè scatterebbe ancore con il cuore e con la testa. E' stato un vero esploratore degli animi umani e delle loro controversie, delle mille sfaccettature del mondo. Purtroppo da un po' di anni ci ha lasciato fisicamente ma il suo patrimonio culturale è con noi sempre e ispira chi, come me, ama fotografare con un occhio diverso, con un occhio intimo al mondo. Non l'ho mai conosciuto personalmente ma ammirando le sue opere è come se lo avessi conosciuto e gli avessi parlato. Quando ho visto per la prima volta le sue fotografie è stato un boom al cuore. Pazzesche. Bellissime. Dirette. Profonde. Una dinamite di emozioni. Ho capito subito che persona fosse Marco. Un uomo controverso, particolare, molto intimista e molto attento alla vita, un ricercatore di sensazioni, di odori, di colori, di parole, di sguardi. Un uomo che fotografando poteva allo stesso tempo sia gioire, perchè amava scattare, ma anche soffrire, perchè scattare è sofferenza se lo fai con il cuore. Alla fine provi anche dolore perchè ti svuoti di tutto. Lo accosto, senza dubbio, ad altri due mostri sacri dell'arte e della cultura: Tondelli e Lucio Dalla. Tutti e tre sono state persone molto alte di spirito, artisti trasversali. Tutti e tre provengono dall'Emilia Romagna, non è un caso. Marco Pesaresi scriveva poesie. Non ho avuto dubbi, quando ho letto le sue opere, che lui potesse anche scrivere queste bellezze. Per questo e per altri motivi, considero Pesaresi non un fotografo ma un artista che trovava spunto di vita nella fotografia ma anche nella scritture. Invito a guardare i suoi progetti, come Underground oppure quello dedicato alla sua città natale Rimini. Ha precorso i tempi artistici e i lavori di molti altri suoi colleghi, anche nel campo visivo o della musica. Grazie di tutte le belle cose che mi regali ogni giorno quando guardo i tuoi scatti.

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 Fotografia di Marco Pesaresi.

28 agosto 2019

POLITICA

Onestamente pensavo di averne viste abbastanza del mondo politico sia locale che nazionale. Invece, al peggio non c'è mai limite e la politica è unicamente uno strumento per perseguire interessi propri di qualsiasi natura essi siano. Il patto tra i 5Stelle e il Pd è quanto di più vergognoso si possa assistere. Due fazioni che si sono insultate sino a ieri,  dandosi dei ladri, degli arrivisti, di tutto e di più. Poi, perchè si è liberata una poltrona, quella della Lega, che diventano amiconi e trovano punti in comune ovunque. Sostengo pienamente l'idea di Calenda che lascia il Pd perchè non si riconosce in questa scelta. Sono pienamente d'accordo. Il Pd è ancora peggio dei pentacazzari e della Lega. Non è un partito ma un accozzaglia di interssi diversi che convivono forzatamente. Anche questo polpettone speriamo duri poco e si possa tornare a votare come è giusto che sia perchè devono essere le persone a scegliere chi le rappresenta e non accordi sottobanco nei salotti. Purtroppo gli italiani non sono un popolo che scende in piazza concretamente ma è un popolo di eterni chiaccheroni a cui va' bene tutto e il contrario di tutto, ci facciamo serenamente mettere i piedi in testa e ci va' pure bene. Con il Berlusca pensavo di aver assistito al fondo della politica ma evidentemente non era così, lo spettacolo è ancora peggiore e di basso livello. Tralascio di esprimere commenti su La7 e su Il Fatto Quotidiano perchè sarei impietoso e scurrile, d'altronde le carriere si fanno leccando doverosamente il sedere del potere. Per oggi chiudo perchè mi sono innervosito non poco ad assistere a questo impietoso teatrino di falsità.

6 agosto 2019

RITORNO A SCRIVERE

Eccomi tornato. Ho guardato la data dell'ultimo post pubblicato e risale a dicembre del 2018. Troppo tempo è passato, devo rimediare. I contenuti in questo periodo ne ho anche avuti da poter raccontare, mi è mancata la voglia e il tempo di mettermi a scrivere, soprattutto di farlo in modo rilassato e onesto. Ultimamente ero abbastanza stanco, complice un blog che mi porto dietro da parecchi anni e che era nato nel 2006 con altre finalità che ho già avuto modo di raccontare precedentemente. Comunque, in questi mesi è accaduto che ho conseguito il Master in Pubblica Amministrazione, che è un altro traguardo importante raggiunto e di cui sono estremamente fiero. Andare a Bari, tra l'altro una bellissima città, organizzarmi logisticamente e sostenerlo bene, è stato per me un grande motivo di orgoglio. La formazione non finisce qui e credo non finirà mai. Nelle scuole e nei posti di lavoro devono 'imparare ad avere voglia di imparare'. La formazione, la ricerca, lo studio, sono tutte attività che non possono fermarsi al conseguimento di un percorso di studi ma coinvolgono tutta la vita. Serve allenarsi intellettualmente a questo. La formazione permette di essere più efficienti ed efficaci. Nel contempo cerco di preparare qualche concorso pubblico (importante) nei prossimi mesi. Arrivano anche le sospirate vacanza estive, non saranno lunghe ma il giusto per staccare la spina e cambiare aria, magari spegnendo anche il cellulare. Ho imparato infatti a chiuderlo, per esempio quando dormo, è un modo per non sentirmi sempre legato a questo strumento che già accompagna la giornata intera. L'iscrizione alla specializzazione di studi in Scienze Politiche è un altro traguardo stimolante ma anche difficile.